AI Act per aziende nel 2026: checklist operativa per le PMI liguri
Un percorso in otto aree per censire sistemi e ruoli, verificare pratiche vietate e trasparenza, organizzare competenze, dati, fornitori, supervisione e prove aggiornabili.
Punti operativi
- Registro dei sistemi AI con scopo, persone, dati, ruolo, output, integrazioni e responsabili
- Screening delle pratiche vietate e degli ambiti che richiedono una valutazione specialistica
- Misure di AI literacy proporzionate ai ruoli, senza certificati universali inventati
- Trasparenza dell'interazione e dei contenuti secondo l'articolo 50 dal 2 agosto 2026
- Valutazione separata di GDPR, fornitori, supervisione umana, fallback e incidenti
- Piano operativo di 30 giorni e checklist finale con prove e date di riesame
Domande frequenti
Ogni PMI deve nominare un AI Officer?
No. Le FAQ della Commissione sull'AI literacy chiariscono che l'articolo 4 non impone una specifica struttura di governance. L'organizzazione deve comunque assegnare responsabilità reali e coinvolgere le competenze necessarie.
Serve un certificato di AI literacy?
No. La Commissione dichiara che non è necessario un certificato universale. Un registro interno può documentare misure, istruzioni e formazione adottate.
Usare soltanto un chatbot pubblico esclude l'AI Act?
Non automaticamente. Occorre verificare ruolo, scopo, dati, persone coinvolte e conseguenze. Possono inoltre restare responsabilità privacy, sicurezza, lavoro, contratto o tutela del consumatore.
L'AI Act sostituisce il GDPR?
No. Sono quadri distinti e possono applicarsi insieme. Un sistema con basso rischio ai fini dell'AI Act può comunque trattare dati personali e richiedere una valutazione GDPR completa.
La checklist permette di dichiarare un progetto conforme?
No. Organizza l'analisi e fa emergere mancanze. La conformità dipende dal sistema, dal ruolo, dall'uso, dalle prove e dalle norme applicabili al caso concreto.
Fonti indipendenti
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